Visita al museo di Marco Pantani a Cesenatico

Qualche giorno fa ho visitato il Museo di Marco Pantani a Cesenatico, nella sua città natale.
A Cesenatico, nei pressi della Stazione Ferroviaria locale, è stata realizzata un’area denominata Spazio Pantani, interamente dedicata al Campione romagnolo. Al suo interno è possibile ripercorrere la carriera delPirata” attraverso l’esposizione di foto, cimeli, biciclette, maglie e materiali audiovisivi.

La struttura è suddivisa in 3 aree di circa 100 metri quadrati ognuna, denominate con i nomi delle montagne che Marco Pantani e che lo hanno reso famoso e amato in tutto il mondo: Sala Mortirolo, Sala Alpe d’Huez e Sala Bocchetta.

Il museo è bellissimo, aperto ai visitatori sette giorni su sette e prevede inoltre la possibilità di aperture straordinarie per l’accoglienza di gruppi numerosi o in occasione di eventi particolari quali conferenze, mostre temporanee, presentazioni di libri, proiezioni di filmati, performance musicali, partenze per escursioni turistiche in bicicletta.

E’ stata una giornata fantastica, un’esperienza unica nel mondo del Pirata! Ride in Peace Marco!

Manutenzione della bicicletta – La Checklist di OLDBICI

La maggior parte delle persone che vanno in bicicletta (da corsa, passeggio, etc…) e che vogliono mantenere in “buona forma” la loro bici, come prima cosa devono sapere da dove cominciare.

Tutti capiscono l’importanza di dei tagliandi di un’automobile, molte persone non conoscono questo concetto quando si tratta della loro bicicletta. Una bicicletta è spesso un grande investimento ed è quindi importante mantenerla al meglio, al top, sempre in funzione e al massimo delle sue prestazioni, oltre che sicura per il ciclista e per le persone attorno a noi. Dovete prendervi cura della vostra bicicletta come se la vostra vita dipendesse da questo. Fatelo!

* Ad ogni uscita in bici (Nota: procedure necessarie per garantire la vostra sicurezza personale e degli altri) ho preso in prestito un acronimo dalla Lega dei Ciclisti Americana League of American Bicyclists e ho aggiunto una piccola variazione per aiutarvi con il vostro quotidiano controllo di sicurezza… non trascuratelo, è importante!

ABC Wheel Quick!

A = Air – Aria: verifica lo stato delle gomme, pressione e usura
B = Brakes and Bars – Freni e Manubrio: verificare il corretto funzionamento dei freni (tensione cordine e allineamento pattini). Verificare il manubrio che sia integro e privo di crepe o difetti
C = Chain and Cables – Catena e Cavi: verificare lo stato della catena (tensione e lubrificazione), verificare la tensione delle cordine (freno e cambio)

Wheel – Ruote = verificare lo stato delle ruote, direzione e tensione dei raggi
Quick = Quick Releases – Sganci rapidi (verificare la perfetta tiratura degli sganci rapidi delle ruote (galletti) e il loro corretto posizionamento di chiusura)


La Checklist di OLDBICI


Prima di ogni giro in bici:

  • Controllare la pressione delle gomme
  • Controllare i freni e cordine freno
  • Esseri sicuri che gli sganci rapidi siano ben chiusi nel loro corretto posizionamento di chiusura

Dopo ogni giro in bici:

  • Controllare lo stato dei copertoni / tubolari (privi di vetri, ghiaia, tagli o altro)
  • Controllare che le ruote siano diritte e in perfetto stato
  • Pulire le principali parti meccaniche se necessario. Una volta a settimana oppure ogni 300 km: pulire e lubrificare la catena

Una volta al mese: (Nota: le manutenzioni seguenti servono per massimizzare le performance e minimizzare i costi futuri di riparazione)

  • Pulizia completa della bici, inclusa la trasmissione se necessario
  • Controllare la catena e il pacco pignoni ruota libera. Misurare la catena e la tensione, sostituirla se necessario
  • Lubrificare le leve freno, deragliatore e cambio… controllare tutte le cordine
  • Controllare lo stato dei pedali. Verificare lo stato usura delle gomme (copertoncini o tubolari) se necessario sostituirle

Non dimenticare di verificare la scorrevolezza e lo stato dei seguenti componenti e accessori: viti attacco manubrio, piega manubrio, reggisella, viti fissaggio sella, viteria guarnitura e corone, deragliatore e cambio posteriore, fissaggio porta borraccia, cavi e guaine dei freni, cordine e guaine del cambio e deragliatore.

Ogni 3 mesi:

  • Ispezionare telaio e la forcella, verificare la non presenza di crepe; prestare particolare attenzione a tutti i giunti del telaio
  • Verificare che tutti i seguenti componenti siano OK: posizione della sella e reggisella, posizione manubrio, freni e leve freno

Every Six Months:
Ispezionare e ingrassare la serie sterzo manubrio, mozzi delle ruote, movimento centrale (se necessario sosituire le parti usurate)

Annualmente:
Smontare completamente la bicicletta, sostituire tutti i cuscinetti – se possbile (mozzi ruote, serie sterzo, movimento centrale), cambiare cavi cordine dei freni e del cambio. Questa operazione dovrebbe essere fatta comunque ogni 10.000 km. Se i vostri giri in bici sono spesso sotto la pioggia è necessario farlo più spesso.

Una delle cose importanti per diventare un vincente e l’atteggiamento, il comportamento. Una bicicletta in perfette condizioni rafforza la fiducia in voi stessi e migliori il tuo comportamento, positivo!

Perchè usare una bicicletta d’epoca ?

Ci sono molte ragioni per cui le biciclette d’epoca sono migliori… di quelle moderne, delle tante biciclette a basso prezzo che trovate nei negozi della vostra città o su internet… spedite direttamente a casa vostra. Non voglio nemmeno discutere sulle biciclette dei grandi magazzini… – sono le bici da discarica, assolutamente inutili e progettate per essere buttate via. Non compratele mai!

Ma perché usare una bicicletta vintage, d’epoca è meglio, alla portata di tutti e a prezzi ragionevoli? Bene, ecco la mia lista, le ragioni più importanti:

La qualità costruttiva: da questo voglio dire la qualità del telaio e dei componenti. Biciclette in acciaio d’epoca sono stati in gran parte a mano da artigiani esperti. Molti costruttori anche realizzati o modificati i propri componenti. Questo è di gran lunga più vita di quanto si vedrà in cornici di oggi, dove la forcella di richiamo, fatica in alluminio e fibra di carbonio fallimenti sono di routine. Oggi moto di serie non sono semplicemente costruite per durare una vita, a tutti. Se volete una bici da tramandare alle generazioni future, non comprare una “bici di serie”, per molti meno soldi, comprate una bicicletta d’epoca.

Facilità di riparazione e reperibilità dei componenti: praticamente tutti i componenti d’epoca sono riparabili con semplici parti che si può fare da soli se non si dispone di parti di ricambio a portata di mano. Sono anche facilmente comprensibili, e imparare la manutenzione di base moto è molto più facile per i proprietari di biciclette d’epoca.

Ragioni ambientali – sostenibilità: le bici dei grandi magazzini finiscono in discarica dopo qualche anno… mese. Ogni nuova bici prodotta sono circa 240 kg di gas ad effetto serra mortali alla nostra atmosfera. Nel 2015, 17.4 milioni di nuove biciclette sono state prodotte e vendute. Quindi, facendo due conti, che si traduce in 4,2 miliardi di chilogrammi di gas ad effetto serra immessi nell’ambiente in un solo anno, tutti a causa della domanda per le nuove biciclette. Non comprare una bici nuova per passeggiare nella tua città! Sistema, riparate quelle che gia avete o comprate vintage.

Museo Francesco Moser – Maso Villa Warth

Il Museo Francesco Moser non è un monumento alla “grandeur”. È una bella storia di famiglia. Invece di parole, oggetti. «Lo abbiamo fatto per gli sportivi, per la gente che passa. Chi viene a prendere il vino da noi, ci fa mille domande. Qui ci sono risposte», spiega Francesco. Gli oggetti, però, hanno un’anima, parlano. «La maglia rosa è per me il ricordo più caro. Ho inseguito la vittoria al Giro per 11 anni pri­ma di coglierla».
Le biciclette, come insetti eleganti, sono allineate su una pista di legno d’abete lunga 16 metri. Le bacheche contengono maglie e medaglie. Le coppe scintillano nelle vetrine. «Sarà una questione genetica. Forse una tradizione culturale. Ma ci troviamo bene in sella», dice Fran­cesco. «La bicicletta è stata il nostro ca­vallo dei sogni, ma an­che della realtà».

da La Gazzetta dello Sport